In un mondo sempre più interconnesso, l’infrastruttura digitale è diventata la spina dorsale invisibile delle economie — e una delle fonti di emissioni in più rapida crescita.
Mentre le aziende globali inaspriscono i loro requisiti ESG, il settore della cybersecurity e dell’IT affronta una doppia sfida: garantire sicurezza e resilienza, dimostrando al contempo le proprie credenziali di sostenibilità.
Per Yottaworld, una società di consulenza italiana di 40 persone specializzata in cybersecurity e trasformazione digitale, questa non era solo una questione di reputazione — era una sopravvivenza strategica. Operando in un mercato in cui l’80% dei clienti aziendali richiede ora la conformità ESG dai fornitori, l’azienda si trovava a un bivio: trattare la sostenibilità come un esercizio di reporting o trasformarla in un motore di innovazione, crescita e differenziazione.
È qui che è iniziata la collaborazione con Innovamey. Attraverso la metodologia WayS, Yottaworld si è proposta di trasformare l’ESG da un obbligo esterno a un’evoluzione interna — allineando strategia aziendale, cultura e scopo attorno a un obiettivo condiviso: rendere la tecnologia non solo più smart, ma più sostenibile.
Inizialmente, la sostenibilità era vista principalmente come conformità — una checklist da completare, una serie di regole da seguire, qualcosa di esterno al vero motore di crescita dell’azienda.
Ma presto, è emersa una verità diversa. Molte pratiche sostenibili erano già profondamente intrecciate nella cultura di Yottaworld: flessibilità, benessere, inclusione e un autentico impegno per il progresso condiviso.
Ciò che mancava non era l’azione, ma la struttura — un modo per dare forma e direzione a ciò che era già presente. Introducendo un quadro strategico, questi valori quotidiani potevano finalmente diventare visibili, misurabili e rilevanti per il mercato — trasformando la sostenibilità da obbligo a opportunità e da conformità a vantaggio competitivo.
“Pensavamo che la sostenibilità fosse una checklist. Invece, era già parte di noi.”
Vincenzo Occhipinti, CEO Yottaworld
Il processo non riguardava solo framework, ma anche le persone:
dei dipendenti ha identificato l’inclusività come un valore fondamentale.
si è associato fortemente alla curiosità e all’innovazione.
ha sottolineato la fiducia e il rispetto come fondamento del proprio lavoro.
Attraverso il nostro lavoro, il Campus Blueprint Project è diventato più di un cantiere – si è trasformato in una narrazione vivente di come istruzione, innovazione e sostenibilità possano rimodellare il futuro di un Paese.
Una bussola per l’innovazione, non un centro di costo.
Una risorsa per coinvolgere e trattenere talenti in un mercato competitivo.
Una piattaforma per esplorare nuove opportunità e servizi (senza rivelare dettagli, Yottaworld ha già aperto nuovi stream di innovazione).
Il vero valore di WayS risiede nella sua capacità di trasformare la complessità in chiarezza. Con strumenti avanzati, valutazioni basate sui dati e metodi di co-creazione, Yottaworld è stata in grado di vedersi da una nuova prospettiva: non solo come fornitore in un mercato esigente, ma come pioniere in grado di plasmarlo.
Ciò che è iniziato come un obbligo ESG è diventato una narrativa condivisa di scopo. Ciò che sembrava un rischio si è trasformato in un’opportunità di innovare. Quella che sembrava “conformità” è diventata un movimento culturale all’interno dell’azienda.
La storia di Yottaworld è importante perché sfida le ipotesi comuni: