Guidato dalle Professoresse Daniela Aliberti, Rita Bissola e Barbara Imperatori, lo studio ha indagato come i professionisti che subiscono discriminazioni etniche o culturali in contesti aziendali rispondono — e come tali esperienze possono evolvere in nuove forme di agency e imprenditorialità per il cambiamento.
La collaborazione ha contribuito a due risultati significativi:
Entrambi gli elaborati illustrano come gli individui all’interno delle organizzazioni si impegnino in quello che gli autori chiamano “lavoro socio-simbolico” — il lavoro discorsivo, relazionale ed emotivo attraverso il quale le persone affrontano la disuguaglianza e plasmano modi di essere più autentici sul lavoro.
In molti ambienti aziendali avanzati, gli sforzi per la diversità e l'inclusione rimangono in gran parte simbolici.
Questo gap crea tensione tra i valori promossi dalle organizzazioni e le esperienze reali delle loro persone.
Molti professionisti affrontano ancora un'esclusione sottile o sistemica, gestendo le proprie carriere attraverso l'auto-regolazione, l'equilibrio identitario e il contenimento emotivo.
Lo studio ha esplorato come queste tensioni personali possano diventare catalizzatori di innovazione — tracciando il percorso dall'"attivismo insider" all'"imprenditoria outsider", quando gli individui costruiscono nuovi spazi di equità, appartenenza (belonging) e impatto al di fuori dei quadri aziendali tradizionali.
Innovamey si è unita al progetto sia come research contributor che come case study, fungendo da ponte tra l’indagine accademica e la trasformazione nel mondo reale. Attraverso interviste e dialoghi riflessivi, Innovamey ha contribuito a interpretare come identità, etica e scopo (purpose) agiscano da leve strategiche per l’innovazione.
La collaborazione ha rafforzato le basi di Re:Work, la metodologia di Innovamey per la cultura e la trasformazione. Similmente al “lavoro socio-simbolico” esplorato nello studio, We.Work trasforma identità e scopo in pratica, aiutando i team a tradurre la consapevolezza in movimento collettivo e cambiamento misurabile.
Il nostro contributo si è concentrato su tre aree principali:
Colmare il divario tra teoria e pratica: Portare una comprensione basata sul campo di come sostenibilità, DEI e cultura agiscano come veri driver di business e innovazione organizzativa.
Tradurre l’esperienza vissuta in framework: Offrire insight qualitativi su come le storie personali di pregiudizio, transizione o cambiamento possano evolvere in nuovi modelli di imprenditorialità, leadership e consulenza.
Riconcepire la DEI come innovazione: Dimostrare che inclusione ed equità, quando integrate nella cultura e nella strategia, non sono esercizi di compliance, ma motori di trasformazione sistemica.
“Lavorare con Aram ci ha permesso di esplorare come l’identità personale e lo scopo professionale possano fondersi in un’unica forma di innovazione sociale. Il suo percorso incarna il ‘lavoro socio-simbolico’ che teorizziamo, dove il cambiamento non deriva solo dalle policy, ma dalle persone che osano trasformare la propria storia in un driver di impatto sistemico.”
Daniela Aliberti, Professoressa di Studi Organizzativi
Università Cattolica del Sacro Cuore
Lo studio mostra come la trasformazione personale e professionale siano interconnesse: una leadership autentica emerge quando gli individui allineano le loro storie, i loro valori e i loro obiettivi di impatto.
Attraverso forme sottili o visibili di blanda contestazione, bilanciamento e rimodellamento del lavoro, i professionisti ridefiniscono la propria identità e sfidano le norme culturali dall’interno.
Quando le barriere organizzative persistono, molti incanalano la propria esperienza in nuove iniziative, consulenze o network — passando da agenti di cambiamento “insider” a “outsider” che riportano l’innovazione nel sistema.
Lo studio mostra come la trasformazione personale e professionale siano interconnesse: una leadership autentica emerge quando gli individui allineano le loro storie, i loro valori e i loro obiettivi di impatto.
Questa collaborazione esemplifica il potere della connessione tra insight accademico e applicazione nel mondo reale. Quando la ricerca incontra la pratica, i dati acquisiscono uno scopo e le idee si trasformano in azione. L’incontro tra il linguaggio dell’accademia e il linguaggio della trasformazione crea un’ambizione condivisa: plasmare organizzazioni che vanno oltre la compliance, dove l’inclusione non è solo una policy, ma una fonte di innovazione, creatività e crescita sostenibile. È il luogo in cui la conoscenza diventa cultura — e la cultura diventa cambiamento.